Progetto Grafico

Presentazioni Pg 19 int.


Daniela Piscitelli
La pluralità dei mondi

Anno 1, n.1 Luglio 2003. Nasceva Progetto grafico. Periodico dell’Aiap.
Anno 9, n.19 Marzo 2011. Nasce Progetto grafico International.

A distanza di nove anni dalla sua prima uscita che trasformava il di allora Notiziario dell’Associazione, in una vera e propria rivista di riflessione, approfondimento e critica del design della comunicazione visiva, si è sentita l’esigenza di aprire ai contesti internazionali per portare la cultura del progetto grafico italiano nel mondo ma anche per allargare il confronto e costruire reti e connessioni in grado tessere una riflessione sul progetto di comunicazione più allargata e partecipata.
La dimensione locale del progetto, figlia del pensiero classico, necessariamente si confronta, oggi, con una dimensione più ampia in cui la pluralità delle culture, ci obbliga a sguardi trasversali in grado di relazionare la propria dimensione locale con quella globale dei macrosistemi di pensiero.
Mai come oggi il design vive la propria ubiquità muovendosi velocemente tra il proprio habitat di appartenenza e una dimensione internazionale favorita dalle nuove tecnologie, dai nuovi sistemi di collegamento, dalle reti, dai network, dai forum on line e dal web come fenomeno di massa. La constatazione di questi semplici mutamenti obbliga necessariamente ad un ripensamento degli strumenti di riflessione che devono potersi costruire strade di attraversamento polifoniche e multilingua, glocali quindi, capaci di ampliare le forme del dialogo, pena l’essere relegati in piccole nicchie, coltissime ma chiuse in piccoli ambiti di autoreferenzialità.
Rendere accessibili ad una comunità allargata di pensatori e progettisti, i dibattiti presenti nella nostrana cultura del progetto significherà, quindi, provare anche a porre una riflessione sullo stato del progetto, alla luce di mutati paradigmi che ci rendono partecipi di quella società sincronica2 cui Progetto grafico vuole guardare con rinnovata curiosità e attenzione. Uno sguardo critico, quindi, e aperto, lucido sensore della contemporaneità che accetta e affronta la sfida della pluralità dei mondi.


1 La pluralità dei mondi è un’incisione di Bernard Le Bovier de Fontenelle del 1974 contenuta in «Oeuvres de Monsieur de Fontenelle…», Roma, Biblioteca del Dipartimento di Filosofia, Università la Sapienza.
2 Bruce Sterling, La forma del futuro, Apogeo edizioni, Collana Apogeo saggi, Milano 2006, pag.45

 

Alberto Lecaldano
Questo “Progetto grafico international”

L’obiettivo di questo numero di Progetto grafico che abbiamo chiamato international è presentare o rendere più semplice ai lettori non italiani la conoscenza della nostra rivista, di alcuni suoi autori e di alcuni argomenti trattati in otto anni. Quella che vedete è una specie di antologia dalle tremila e più pagine uscite dal 2003 in 18 numeri/15 fascicoli. Abbiamo fatto una selezione tra centinaia di articoli cercando di dare comunque un’idea di Pg e la cosa non è stata semplice (ma di questo abbiamo già detto nelle ultime righe di pagina 9).

Un numero/antologia come questo Pg int. che arriva dopo tanti anni è evidentemente anche l’occasione per noi per fare un bilancio ed esprimere qualche intenzione.
Dicevamo nell’editoriale del primo numero che il nostro obiettivo era “raccontare, rappresentare i molteplici aspetti della professione di grafico. Senza schieramenti...”

Penso che siamo stati abbastanza onesti e l’abbiamo fatto e attenzione, ‘per favore’, non è così ovvio. In quel primo editoriale chiamavamo a raccolta tutti i grafici, per segnalare, collaborare, scrivere. Progetto grafico dicevamo “è la rivista dei grafici, fatta dai grafici, scritta da grafici per grafici”. Chiedevamo collaborazione e la risposta è stata positiva; lo testimoniano i nomi di centinaia di autori che ‘hanno fatto’ Pg e del quale qui accanto (in terza di copertina) potete scorrere un lungo elenco.
Parlare di futuro è più complicato. In otto anni le cose sono molto cambiate nella professione del grafico ma soprattutto negli ambiti di competenza della professione che almeno qui in Italia sono sempre più vaghi, sfumati, variegati e oggetto di un continuo estenuante dibattitto più o meno dichiarato per verificarne la pertinenza. Riuscire a cogliere questa sfumata realtà è per Pg, che nel frattempo è rimasta l’unica rivista italiana dedicata alla grafica, una bella sfida. Ci proveremo e nel frattempo ci concentriamo su tre obiettivi più facimente precisabili e dei quali, almeno gli ultimi due, decisamente più semplici:

1. la scelta di formule editoriali ancora più rappresentative e che ci consentano di cogliere aspetti diversi e nuovi o di ribadire principi inalienabili (ad esempio il prossimo numero è affidato a un gruppo di giovani grafici);
2. una maggiore presenza in internet con uno strumento dialogante;
3. l’edizione in due lingue di tutti i prossimi numeri.

Nelle pagine di Pg international c’è solo un piccolo estratto del nostro lavoro, se volete potete approfondirlo, in italiano, nei 18 numeri fino ad oggi usciti.


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21 agosto 2017

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