Progetto Grafico

Il lemma Graphic Design secondo Robin Kinross


Robin Kinross ha risposto con cortese disponibilità alla nostra richiesta di un suo testo di definizione del lemma Graphic design per aprire il fascicolo Progetto grafico 19 international. Lo pubblichiamo qui di seguito in italiano e nel pdf il testo originale in inglese.

Riproponiamo in pdf anche le pagine del n. 1 del 2003 di Pg con la definizione del lemma Progetto grafico scritta da Giovanni Anceschi.

Il progetto grafico [p.g.] può essere fatto risalire al lavoro di artisti operanti negli anni tra le due guerre mondiali, in particolare nell’Europa centrale, i quali applicarono le loro abilità alla progettazione di stampati di comunicazione quotidiana, prodotti in copie multiple. Questa applicazione di consapevolezza estetica ad artefatti ordinari (avvisi, opuscoli, biglietti ecc.) prodotti con mezzi industriali – e sentiti come portatori di una forte carica sociale  – rimane la caratteristica che definisce il p.g. Il termine [graphic design] fu usato per la prima volta in un saggio del designer americano William Addison Dwiggins (“Boston Evening Transcript”, 29.8.1922), ma l’uso è incidentale e le sue argomentazioni cominciano appena a tratteggiare il terreno del p.g. Descrizioni più accurate possono essere trovate in quell’epoca negli scritti di operatori visionari quali El Lisitskij e Lázló Moholy-Nagy. La ‘tipofotografia’ – unione di testo e immagine – sviluppata dall’avanguardia centro-europea fornì il seme per ciò che sarebbe poi stato conosciuto come p.g. Lo sviluppo di questa pratica seguì la più generale storia dell’Europa e del Nord America. Gli anni della Seconda guerra mondiale rappresentano una pausa o una deviazione. Nel periodo successivo al 1945, con l’espansione delle economie occidentali, il p.g. si sviluppò di nuovo, ma ora, spesso, senza la sua coscienza sociale. Negli anni '50 e '60 la professione del p.g. si precisò – abbandonando la sua precedente incarnazione come “arte commerciale” – e cominciò a essere insegnata e codificata. Se ne trovarono estensioni nel cinema e nella televisione, che prepararono il terreno per la successiva esplosione di possibilità provenienti dall’informazione digitalizzata e dalla visualizzazione su schermo. Le professioni legate alla pubblicità crebbero, costituendo un campo rispetto al quale il p.g. si trovò in opposizione: la pubblicità si dedica alla seduzione e all’acquisizione di beni, mentre il p.g. presenta un’offerta più innocua ai propri utenti. Più recentemente è emerso il campo dell’information design, a rivendicare parte del terreno che potrebbe essere occupato dal p.g.


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21 agosto 2017

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