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La call attualmente aperta è
Progetto grafico 30: Tecnologie Open Source


 


Progetto grafico 30
Tecnologie Open Source
a cura di Massimo Banzi, Serena Cangiano, Davide Fornari

In un momento in cui più che mai l’innovazione tecnologica tocca profondamente gli ambiti professionali legati al design, alla comunicazione e all’editoria ci sembra importante riflettere sul rapporto tra tecnica e grafica.
La democratizzazione e la semplificazione delle tecnologie del publishing digitale si estende al mondo dell’elettronica, della robotica e dei sistemi di computazione fisica: i graphic designer oggi più di ieri possono costruire i propri strumenti di progettazione e sperimentare nuovi linguaggi. Il design computazionale ha un ruolo di primo piano in questo nuovo scenario, spostando il baricentro della progettazione allo sviluppo di regole “estetiche” che configurano l’artefatto grafico, sia digitale sia cartaceo. Seppur la creazione di strumenti di progettazione sia un dominio da sempre esplorato nell’ambito della comunicazione visiva, oggi più che mai l’accessibilità a risorse condivise in internet abilita il grafico ad appropriarsi della tecnica. Le tecnologie open source e le risorse tecnologiche condivise dal movimento dei maker mettono le macchine di produzione digitalizzata alla portata dei progettisti grafici. Questi sono gli ingredienti di una rivoluzione definita industriale, ma anche i pilastri di un risorgimento della comunicazione visiva basato su pratiche diffuse, condivise, ma soprattutto aperte.
Uno degli argomenti che rimane nascosto nelle riflessioni sulla relazione tra la tecnologia e il design è molto spesso quello relativo al senso di appropriazione degli artefatti tecnologici che utilizziamo e di cui fruiamo in diversi ambiti del nostro vivere quotidiano. Movimenti come quelli del fai-da-te elettronico e dei maker suggeriscono come la tecnologia non rappresenti un mero strumento del nostro fare, una scatola nera i cui meccanismi sono incomprensibili, ma piuttosto una materia che, qualora sia aperta e sviluppata collaborativamente, conferisce ai designer nuove responsabilità e capacità. Il fruitore diventa in questo contesto un conoscitore e inventore della propria tecnologia di cui ha il controllo su ognuno dei suoi aspetti, dall’hardware al software, alle interfacce: le tecnologie di prototipazione rapida open source permettono di ripensare le tecniche di stampa a caratteri mobili; bracci robotici industriali si trasformano in pennelli automatizzati per tracciare segni su grandi superfici.
Quale impatto trasferisce alla professione del graphic designer e in generale all’evoluzione dei linguaggi della comunicazione visiva il senso di appropriazione della tecnologia abilitato dall’accesso a risorse aperte?
Un secondo fattore di notevole importanza strettamente connesso al discorso dell’appropriazione è invece l’emergere di una progettazione aperta che in diverse forme – co-design, design partecipativo, open source design – propone la collaborazione come metodologia efficace da applicare durante le diverse fasi del processo progettuale, dall’ideazione alla realizzazione finale di un artefatto fisico o digitale. Quali effetti implica la diffusione di queste pratiche nella comunicazione visiva? Il design open source – che implica la produzione di una documentazione pubblica di un artefatto, così che chiunque possa studiarlo, modificarlo, distribuirlo, realizzarlo e venderlo – può essere un paradigma interessante per il graphic designer? Può offrire l’opportunità di generare nuovi linguaggi e processi tramite collaborazioni e scambio di risorse via internet?
Cosa succede invece quando la comunicazione visiva partecipa a questi processi di open design, facilitando l’apprendimento o la progettazione condivisa e mediata da tecnologie? Stiamo assistendo alla rinascita della grafica per il fai-da-te, attraverso la realizzazione di tutorial, di manuali digitali e cartacei per insegnare l’uso dell’elettronica, della programmazione e dell’assemblaggio di prodotti open source.
E infine, l’informazione, i dati e gli algoritmi sono degli elementi di un codice e una sintassi che determina nuovi modi di comporre e di produrre artefatti. La programmazione nella comunicazione visiva è un fatto non nuovo se pensiamo all’incontro fruttuoso tra computer e design a partire dagli anni sessanta, ma cosa implica l’utilizzo del codice informatico come “pennello” che permette di generare grafica piuttosto che disegnarla? L’esplosione sul web di sistemi e interfacce che abilitano i graphic designer a disegnare “per parametri” e “variabili” apre un intero scenario di design computazionale che investe la materia di base della comunicazione: la tipografia. Qual è il contributo del design computazionale al design comunicazione visiva?
Spostando il punto di vista, le possibilità del fai-da-te e l’accesso orizzontale agli strumenti del design rende la progettazione grafica un atto aperto a tutti, anche estranei al mondo del design. I risultati, in questo caso, sono un’espressione estetica, che non necessariamente rispondono al contesto culturale in cui si manifestano. Corriamo quindi il rischio che gli strumenti scavalchino il contesto che li ha resi prima necessari e poi possibili e vengono usati solo come fini a se stessi? Com’è possibile per un designer servirsi del design computazionale e contribuire alla riflessione culturale?
In sintesi, le questioni che vorremmo esplorare:
- Le applicazioni tecnologiche che offrono nuove vie di sviluppo per la grafica, in particolare, strumenti e macchine che ampliano le opportunità progettuali;
- Progetti e riflessioni sull’applicazione di approcci di co-design e collaborazione aperta nella comunicazione visiva;
- La relazione tra la comunicazione visiva e lo sviluppo diffuso di artefatti tecnologici fai-da-te e il supporto della comunicazione visiva nel contesto dello sviluppo dell’elettronica e di sistemi hardware e software;
- Riflessioni sull’applicazione dei principi dell’open source software alla comunicazione visiva;
- Approcci computazionali e parametrici al design della comunicazione a tutte le scale.



• uscita: autunno 2016
• chiusura call for abstracts: 15 gennaio 2016
inviate le vostre proposte a: redazione_progettografico@aiap.it


Progetto grafico è la rivista internazionale di grafica edita dall’Aiap
www.aiap.it/progettografico/


direzione editoriale
Davide Fornari, Silvia Sfligiotti
comitato di redazione
Emanuela Bonini Lessing, Serena Brovelli, Maria Rosaria Digregorio, Riccardo Falcinelli, Claude Marzotto, Jonathan Pierini, Carlo Vinti, Stefano Vittori




Aiap
via Ponchielli, 3
20129 Milano

18 ottobre 2017

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